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L'Ipocrisia del Superbonus: La Destra che banchetta e poi rinnega

  • 26 apr
  • Tempo di lettura: 2 min



Esiste una forma di amnesia politica che non è figlia della sbadataggine, ma del puro opportunismo. È quella che stiamo vedendo in scena sul palcoscenico del Superbonus, dove la Premier Giorgia Meloni recita la parte della salvatrice dei conti pubblici contro una "sciagura" nazionale che lei stessa ha contribuito a pompare finché le è tornato utile, ignorando i successi che la misura ha portato al Paese.

Prima il Bonus, poi il fangoLa narrazione odierna di Palazzo Chigi dipinge il 110% come il male assoluto. Eppure, la coerenza sembra non abitare in quegli uffici. Prima di sedersi sulla poltrona più alta, la Meloni non si è limitata a difendere la misura; ne ha beneficiato personalmente per circa 51.000 euro di detrazioni fiscali. Non c'è nulla di illegale, ma c'è un abisso etico: come si può definire "sciagurato" un piatto in cui si è mangiato a piene mani fino a poco tempo fa?

Mentre il Governo parla di "buco in bilancio", dimentica (volutamente) di citare le ottime cose realizzate grazie a questo incentivo, confermate dai dati macroeconomici:

  • Locomotiva del PIL: Il Superbonus è stato il principale motore della crescita post-pandemica, portando il PIL italiano a correre più di quello di Francia e Germania per due anni consecutivi.

  • Transizione Ecologica Vera: È stata l'unica misura concreta capace di avviare un efficientamento energetico di massa, portando a un risparmio stimato di oltre 1 miliardo di metri cubi di gas all'anno e a una riduzione massiccia delle emissioni di $CO_2$.

  • Lavoro e Imprese: Ha rigenerato un settore edilizio allo sbando, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro e rimettendo in moto l'intero indotto manifatturiero.

Dall'opposizione, la Meloni è stata la paladina della misura. In campagna elettorale prometteva di "tutelare i diritti del Superbonus". Poi, una volta al potere nel Novembre 2022, invece di frenare, ha premuto l'acceleratore:

  1. Proroga del 110%: Ha mantenuto l'aliquota massima per tutto il 2023.

  2. Ampliamento della platea: Ha esteso i benefici a villette, Onlus e Aps, categorie che stavano per restare escluse.

  3. Quarta cessione: Ha introdotto nuove possibilità di cessione del credito per dare ossigeno alle banche.


Il blocco della cessione del credito è arrivato solo nel Febbraio 2023, quando i buoi erano ormai lontani dalla stalla.

Se il Superbonus era davvero un pericolo pubblico, perché il Governo Meloni lo ha cavalcato e potenziato nella sua prima manovra? La realtà è che è comodo prendersi i meriti della crescita economica e delle case ristrutturate, per poi scaricare i costi politici sui predecessori. Non si può governare a colpi di amnesie selettive: il Superbonus ha cambiato il volto di migliaia di edifici e sostenuto l'Italia nel momento più buio. Rinnegarlo oggi, dopo averne usufruito e averlo esteso, non è politica: è puro trasformismo.

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