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Corte dei Conti e controlli sulla spesa pubblica: i rischi della nuova normativa

  • redazioneilgazzett
  • 29 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Negli ultimi giorni dell’anno è stata approvata una norma che incide in modo significativo sul sistema dei controlli e delle responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche. Una decisione che solleva interrogativi rilevanti sul rapporto tra potere amministrativo, legalità e tutela dell’interesse collettivo.

La nuova disciplina limita l’obbligo di risarcimento per amministratori e funzionari responsabili di danno erariale per colpa grave, fissando un tetto massimo pari al 30% del danno accertato, e comunque non superiore a due annualità di stipendio. Una scelta che, nei fatti, trasferisce la parte restante del costo sugli stessi cittadini che dovrebbero essere tutelati dall’azione amministrativa.

Particolarmente delicato è l’impatto di questa misura sul ruolo della Corte dei Conti, organo costituzionale deputato al controllo sull’uso delle risorse pubbliche. Invece di rafforzarne le funzioni e garantirne l’autonomia, il provvedimento ne comprime l’azione, riducendo i tempi di verifica e introducendo strumenti come i pareri preventivi e il meccanismo del silenzio-assenso dopo trenta giorni. Procedure che rischiano di trasformare il controllo successivo in una mera formalità, privando lo Stato di un presidio fondamentale di legalità.

Il timore è che si creino le condizioni per un aumento degli sprechi e per una gestione meno attenta del denaro pubblico, con danni erariali destinati a restare senza un adeguato ristoro. In un contesto già segnato da carenze strutturali nei servizi essenziali, ogni euro sottratto o mal gestito rappresenta una perdita concreta per la collettività.

Questa riforma si inserisce in una tendenza più ampia che negli ultimi anni ha visto un progressivo indebolimento degli strumenti di prevenzione e contrasto agli illeciti nella pubblica amministrazione. Un percorso che solleva interrogativi legittimi sul futuro della responsabilità pubblica e sull’equilibrio tra tutela degli amministratori e difesa dell’interesse generale.

Un sistema democratico maturo si fonda su controlli efficaci, responsabilità chiare e sanzioni proporzionate. Ridurre questi presìdi significa esporre le istituzioni a un rischio di opacità che non giova né alla fiducia dei cittadini né alla qualità dell’azione pubblica. Per questo, il confronto civile, informato e partecipato resta oggi più che mai necessario.



















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