Telecardiologia, un ponte sanitario tra Bari e Medio Oriente
- redazioneilgazzett
- 7 giorni fa
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Con il progetto Salam due hub ospedalieri in Libano e Giordania

Creare un collegamento sanitario tra Bari e il Medio Oriente per migliorare l’accesso alle cure cardiologiche, mettendo a disposizione competenze cliniche e tecnologie digitali a favore delle popolazioni più vulnerabili di Libano e Giordania.
È questo l’obiettivo del progetto Salam (Social, sustainable and inclusive healthcare systems in the Med area), presentato oggi al Policlinico di Bari. L’iniziativa rientra nel programma Interreg Next Med ed è finanziata con circa tre milioni di euro.
L’ospedale universitario barese coordina un partenariato internazionale che coinvolge enti e istituzioni di Italia, Spagna, Libano e Giordania. “Il Policlinico – ha spiegato il direttore generale Antonio Sanguedolce – metterà a disposizione l’esperienza maturata nella telemedicina, grazie al coordinamento della rete regionale di telecardiologia”.
Il progetto prevede la creazione di due hospital hub, a Beirut e Irbid, e la costituzione di unità mediche mobili dotate di servizi di telecardiologia, in grado di portare assistenza sanitaria anche nelle aree più difficili da raggiungere del Medio Oriente.
Cuore tecnologico dell’iniziativa è la piattaforma Helis Infarct.net, già sviluppata dal Policlinico di Bari nell’ambito del progetto europeo Phase e validata in precedenti esperienze in Albania e Montenegro. Il sistema, già operativo in Puglia, consente la trasmissione e l’analisi a distanza degli elettrocardiogrammi, permettendo ai cardiologi di supportare diagnosi e interventi anche a grande distanza.
Nel quadro di Salam, la piattaforma sarà integrata nei poli ospedalieri libanese e giordano, che diventeranno centri di riferimento per la telecardiologia e per il coordinamento delle unità mobili. È prevista inoltre la formazione degli operatori sanitari locali, sia sul piano delle competenze digitali sia su quello umano e relazionale, con l’obiettivo di rendere l’accesso alle cure più equo e sostenibile.



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