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Istat: povertà ai massimi storici, cresce il disagio tra minori e lavoratori

  • redazioneilgazzett
  • 22 ott 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 27 ott 2025



Il più recente rapporto dell’Istat certifica una realtà allarmante: quasi il 10% della popolazione italiana vive in povertà assoluta. Si tratta di oltre sei milioni di persone che non riescono a permettersi beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Il dato segna un record negativo, soprattutto tra i minori e gli adulti in età lavorativa.

Questo significa che in Italia ci sono sempre più famiglie con bambini e lavoratori dipendenti che, nonostante abbiano un impiego, non arrivano a fine mese. La crisi non riguarda più solo le fasce marginali della società: colpisce sempre più spesso chi lavora, chi produce, chi contribuisce quotidianamente al tessuto economico del Paese.

Il fenomeno dei cosiddetti working poor, cioè di chi ha un lavoro ma non guadagna abbastanza per vivere, si sta allargando. L’inflazione, il caro-vita, la precarietà contrattuale e l’aumento dei costi abitativi stanno spingendo fasce sempre più ampie della popolazione sotto la soglia della povertà.

La riduzione dei sostegni pubblici, come il Reddito di Cittadinanza, ha avuto un impatto tangibile, soprattutto al Sud, dove i tassi di disoccupazione e di povertà minorile sono tra i più alti d’Europa.

A fronte di questo scenario, il messaggio che arriva dalle istituzioni è spesso lontano dalla realtà quotidiana di milioni di italiani. I toni trionfalistici di alcuni esponenti di governo si scontrano con una crisi sociale profonda, che richiederebbe interventi urgenti e concreti, non solo slogan o annunci.

L’Italia sta diventando un Paese diviso, dove la forbice tra chi ha molto e chi ha troppo poco si allarga ogni giorno. Chi vive in povertà oggi non è solo ai margini: è spesso in pieno centro, in famiglie apparentemente “normali”, invisibili ma numerose.

La fotografia scattata dall’Istat non può essere ignorata. Serve un intervento strutturale, fatto di investimenti nel lavoro stabile, nel welfare, nella scuola e nei servizi pubblici. Ridare dignità alle persone significa mettere la lotta alla povertà al centro dell’agenda politica, non relegarla a emergenza passeggera.

Affrontare la povertà non è solo una questione economica, ma di giustizia sociale e democrazia. Un Paese che lascia indietro i propri figli, i giovani, i lavoratori, è un Paese che perde il proprio futuro.











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