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Industria in crisi: 32 crolli in 36 mesi, dati allarmanti

  • redazioneilgazzett
  • 10 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min



Un nuovo dato preoccupa profondamente il mondo produttivo italiano: è stato registrato il 32esimo crollo della produzione industriale negli ultimi 36 mesi, un segnale sempre più allarmante che mette in luce la fragilità del sistema economico nazionale e l’urgenza di interventi concreti.

La situazione non appare legata soltanto ai fattori internazionali, ma anche alla mancanza di una strategia industriale solida e a politiche incapaci di incidere realmente sulla crescita. A rendere il quadro ancora più critico c’è la Manovra 2025, che secondo il Ministero dell’Economia avrebbe un impatto pressoché nullo su un’economia già ferma da mesi. Una prospettiva che alimenta la sfiducia e la paura per un futuro che rischia di essere caratterizzato da stagnazione prolungata e perdita di competitività.

Ci sarebbero tante diverse proposte per sostenere le aziende: contenimento del caro-bollette, incentivi all’innovazione e all’occupazione, una drastica riduzione della burocrazia e della pressione fiscale, oltre a una diversa allocazione delle risorse per rafforzare il sistema produttivo. Secondo molti osservatori, misure di questo tipo potrebbero alleggerire il peso che grava sulle imprese, che oggi faticano sempre più a sostenere il ritmo di mercati in rapida trasformazione.

In questo contesto gioca un ruolo cruciale il PNRR, con i suoi 209 miliardi di euro. Senza questi fondi, disponibili già all’insediamento dell’attuale Governo, l’Italia rischierebbe una recessione più marcata: i progetti collegati al Piano stanno infatti mantenendo attivi investimenti che altrimenti avrebbero subito un brusco arresto. Tuttavia, anche il PNRR potrebbe non bastare se non accompagnato da un impulso governativo più deciso e orientato alla crescita industriale.

Di fronte a un quadro così delicato, cresce il timore di un futuro in cui l’Italia perda ulteriore terreno rispetto ai partner europei. Allo stesso tempo, si individuano varie vie di risoluzione: un piano straordinario di sostegno alle imprese, una strategia industriale chiara e di lungo periodo, investimenti più mirati su tecnologia, energia, infrastrutture e formazione. Solo così sarà possibile riportare fiducia, stabilità e prospettive reali di crescita.

Nel frattempo, il nuovo dato diffuso continua a scuotere il dibattito pubblico e a mettere in evidenza l’urgenza di decisioni rapide per evitare che la crisi industriale diventi strutturale e comprometta il futuro del Paese.


















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