È morto Bruno Contrada, ex numero tre del Sisde
- 14 mar
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È scomparso a Palermo Bruno Contrada, 94 anni, ex dirigente di polizia e numero tre del Sisde. Napoletano di origine ma palermitano d’adozione, Contrada aveva svolto l’intera carriera a Palermo, passando da dirigente di polizia ad alto funzionario dei servizi segreti in oltre trent’anni di attività.
La sua vicenda giudiziaria è stata molto controversa. Arrestato la vigilia di Natale 1992, durante l’anno delle stragi palermitane, fu processato per concorso esterno in associazione mafiosa e condannato a 10 anni di carcere il 5 aprile 1996. La sentenza fu ribaltata in appello il 4 maggio 2001, con rinvio della Cassazione a Palermo. Una nuova condanna a 10 anni arrivò nel 2006, confermata l’anno successivo dalla Cassazione, con successivo periodo di detenzione, domiciliari e fine pena nell’ottobre 2012.
Contrada intraprese poi lunghi tentativi di revisione del processo e ricorsi alla Corte di Strasburgo per violazioni dei diritti umani. L’Italia venne condannata due volte: nel 2014 perché il detenuto non doveva essere trattenuto in carcere quando chiese i domiciliari per motivi di salute, e perché il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non era sufficientemente chiaro all’epoca dei fatti (1979-1988).
In questi anni Contrada ha sempre affermato di voler “salvaguardare l’onore di un uomo delle istituzioni”: «Voglio l’onore che mi hanno tolto, non ho perso fiducia nello Stato», ripeteva.
Dopo un’ulteriore battaglia giudiziaria, la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo accolse la sua richiesta di riparazione per ingiusta detenzione, riducendo l’indennizzo a 285.342 euro, sentenza confermata dalla Cassazione nel 2023.



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