top of page

Vertenze PMC, Tiberina e Brose: Lomuti (M5S), lavoro, produzione e dignità non sono negoziabili

  • redazioneilgazzett
  • 23 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

"Ho seguito con grande attenzione il tavolo ministeriale su PMC e continuo a monitorare passo dopo passo tutte le vertenze dell’area industriale di Melfi, da PMC a Tiberina e Brose, estendendo lo sguardo al mondo della logistica e all’intero indotto della filiera automotive.

Parliamo di aziende, certo, ma soprattutto di lavoratori che rappresentano un patrimonio industriale e umano costruito in oltre trent’anni di attività. Questo patrimonio non può essere sacrificato.

La strada giusta è una sola: mantenere livelli produttivi e occupazionali. Tutto il resto – rinvii, soluzioni tampone o gestione puramente assistenziale delle crisi – non è accettabile. Non si tratta di manodopera “sostituibile”, ma di lavoratori altamente qualificati, con competenze specifiche che hanno contribuito in modo determinante alla storia produttiva del territorio, della filiera automotive e dei servizi logistici collegati.

Dal tavolo ministeriale è emersa anche la disponibilità di un soggetto industriale interessato a rilevare l’impianto e a garantire continuità occupazionale. È un fatto positivo e va riconosciuto come tale. Tuttavia, senza tempi certi e verificabili, anche questa possibilità rischia di restare sospesa. In queste vertenze il fattore tempo è decisivo e non può essere lasciato all’indeterminatezza.

C’è poi un punto non negoziabile: gli ammortizzatori sociali. Non possiamo permettere che lavoratrici e lavoratori restino senza reddito o ostaggio di ritardi burocratici mentre si discute del loro futuro. Gli strumenti di sostegno devono funzionare, essere garantiti e continui. Senza questo, qualsiasi percorso di reindustrializzazione diventa socialmente insostenibile, soprattutto in un’area già segnata da più vertenze contemporanee.

Non è accettabile che errori procedurali o incertezze amministrative ricadano sulle spalle degli operai. Il tempo delle famiglie non coincide con il tempo della burocrazia. Il reddito non può essere una variabile accessoria.

Per questo continuerò a incalzare il Governo e i Ministeri competenti, in Parlamento e fuori, affinché:

  • siano garantiti immediatamente gli ammortizzatori sociali;

  • si chiariscano e rimuovano gli ostacoli normativi che impediscono una gestione ordinata delle crisi;

  • si lavori a una vera soluzione industriale, con tempi certi, capace di salvaguardare lavoro e produzione a Melfi, nell’indotto e nel comparto logistico collegato.

PMC, Tiberina e Brose non sono vertenze isolate. Insieme alla logistica e all’indotto, rappresentano una questione industriale complessiva. Sono il simbolo di una scelta che il Paese deve fare: difendere il lavoro industriale oppure accettarne il lento smantellamento. Noi abbiamo scelto da che parte stare. E continueremo a farlo, senza ambiguità."


Commenti


bottom of page