Il femminicidio di Zoe, il 20enne confessa: «L’ho colpita, non so perché»
- 9 feb
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«Abbiamo discusso, le ho dato un pugno, forse più pugni. Non so perché. Non l’ho buttata nel canale, l’ho lasciata cadere». È la versione fornita agli inquirenti da Alex Manna, 20 anni non ancora compiuti, fermato per l’omicidio di Zoe Trinchero, 17 anni, il cui corpo è stato ritrovato nella notte tra venerdì e sabato in un ruscello a Nizza Monferrato, nell’Astigiano.
Resta ora da chiarire se la ragazza, qualora fossero stati chiamati i soccorsi, avrebbe potuto salvarsi: sarà l’autopsia a stabilirlo. Manna si trova detenuto nel carcere di Alessandria, in attesa della convalida del fermo.
Secondo le indagini, dopo l’aggressione il giovane avrebbe abbandonato la ragazza senza chiedere aiuto, tornando a casa della propria fidanzata per cambiarsi e rientrando poi dagli amici. In un primo momento avrebbe tentato di depistare le indagini, attribuendo la responsabilità dell’aggressione a un trentenne del posto, poi risultato estraneo ai fatti.
L’uomo indicato, un musicista e insegnante, ha rischiato il linciaggio da parte di alcuni amici della vittima ed è stato allontanato dai carabinieri per motivi di sicurezza. «Ringraziamo le forze dell’ordine – ha detto il fratello – qualcuno dovrà chiedergli scusa».
Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di Zoe, uscita intorno alle 21 dal bar dove lavorava e poi raggiunta dagli amici. L’ultima parte della serata, culminata nella lite e nell’aggressione, è al momento basata esclusivamente sul racconto dell’indagato.
Zoe e Alex erano entrambi originari di Montegrosso d’Asti. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Ad Asti, intanto, il movimento Non una di meno è sceso in piazza per ricordare la giovane vittima.



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