"Gratteri agli studenti: ‘Legalità sì, referendum no. Serve più tecnologia e fondi contro le mafie’"
- 14 mar
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Il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha incontrato gli studenti delle scuole superiori a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, rispondendo alle loro domande ma evitando volutamente il tema della riforma della giustizia.
«Non voglio che l’attenzione si sposti ancora sul referendum», ha spiegato dal palco. «Questo incontro, organizzato dall’Anpi, è dedicato alla cultura della legalità».
Il confronto con i ragazzi è partito dal tema delle serie televisive sulla camorra. Gratteri ha sottolineato che chi si considera un uomo di cultura dovrebbe interrogarsi sul messaggio che queste produzioni trasmettono soprattutto ai più giovani. «In ogni opera dovrebbe esserci anche una speranza, qualcuno che mostri la presenza dello Stato», ha affermato.
Il magistrato ha ricordato anche un libro scritto anni fa sui film dedicati alle mafie, citando tra gli esempi Il padrino, definito un capolavoro per sceneggiatura, musiche e costumi. Tuttavia, ha osservato, la “Cosa nostra” rappresentata nel film «non è mai esistita»: nella realtà le mafie agiscono in modo parassitario, sfruttando e vessando la popolazione. Nei film, invece, spesso appaiono come realtà quasi nobili, un’immagine che secondo Gratteri non corrisponde alla verità.
Il procuratore ha inoltre evidenziato come le organizzazioni mafiose siano oggi molto avanzate dal punto di vista tecnologico, mentre le forze di polizia soffrono la carenza di risorse e finanziamenti.
Rivolgendosi agli studenti appassionati di informatica, Gratteri li ha invitati a considerare una carriera nelle forze dell’ordine: «Abbiamo grande bisogno di informatici», ha detto, sottolineando però che il problema degli stipendi bassi rende difficile trattenere i professionisti più qualificati. Per questo, ha aggiunto, sarebbe necessario adeguare le retribuzioni alle competenze.
Alla domanda se sia possibile sconfiggere le mafie, il procuratore ha risposto distinguendo tra mentalità e organizzazioni criminali: «La mentalità mafiosa è difficile da eliminare, ma la mafia tradizionale si può sconfiggere». Secondo Gratteri, servono assunzioni straordinarie, stipendi adeguati e nuove strutture per rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata.



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