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Corte dei conti Puglia: a rischio il 91% dei fondi per superare i ghetti dei braccianti

  • 19 feb
  • Tempo di lettura: 1 min



È giudicata “del tutto insufficiente” la gestione dei fondi destinati ai Piani urbani integrati per il superamento degli insediamenti abusivi e il contrasto allo sfruttamento dei lavoratori agricoli. A sostenerlo è la Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei conti, che ha analizzato gli interventi finanziati con risorse del Pnrr e del Pnc e affidati agli enti locali.

Secondo quanto emerge dalla relazione, il quadro è segnato da criticità procedurali e organizzative tali da compromettere il raggiungimento degli obiettivi fissati nei tempi previsti. Ritardi e continue rimodulazioni espongono gli enti non solo al mancato conseguimento dei target, ma anche alla possibile valutazione di responsabilità legate all’utilizzo di risorse pubbliche per progettazioni o avvii di interventi poi rivelatisi inutili.

L’indagine ha riguardato oltre 114 milioni di euro assegnati ai Comuni pugliesi, più della metà dei 200 milioni stanziati a livello nazionale per il progetto. Attualmente, solo il 9% delle risorse – circa 11,7 milioni – riguarda interventi in corso privi di criticità rilevanti. L’80% dei finanziamenti, pari a oltre 90,3 milioni e destinato ai Comuni di Cerignola, Manfredonia e San Severo, risulta invece interessato da ritardi tali da far temere la perdita dei fondi e il mancato raggiungimento degli obiettivi. Un ulteriore 11%, pari a oltre 12,1 milioni, è stato oggetto di rinuncia da parte degli enti beneficiari.

Le situazioni più problematiche si registrano nella provincia di Foggia. Particolarmente significativo il caso di Manfredonia, destinataria di oltre 53,6 milioni per l’area di Borgo Mezzanone: il progetto è fermo alla fase istruttoria e ha subito una drastica revisione, con i posti letto previsti ridotti da 4.000 a 1.250.


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