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Confesercenti: in Campania rincari fino a 600 euro l’anno per famiglia a causa delle guerre

  • 9 mar
  • Tempo di lettura: 2 min



L’instabilità internazionale rischia di avere pesanti ricadute sull’economia della Campania. A lanciare l’allarme è Confesercenti, secondo cui il conflitto in Iran e le tensioni geopolitiche stanno già determinando un aumento dei costi per famiglie e imprese, con possibili effetti negativi anche sull’export regionale.

Secondo l’analisi dell’associazione, i rincari riguardano diversi settori – carburanti, energia, trasporti e spesa alimentare – e potrebbero tradursi in un aggravio di circa 600 euro l’anno per ogni famiglia campana, una cifra che potrebbe crescere se la crisi internazionale dovesse prolungarsi.

“Gli effetti della guerra in Iran si stanno già facendo sentire sull’economia delle famiglie campane”, spiega Vincenzo Schiavo, presidente regionale di Confesercenti e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno. “Gli aumenti sono evidenti sui carburanti, sui voli, sul carrello della spesa e, di conseguenza, anche sulle bollette”.

Secondo le stime dell’associazione, i prezzi di benzina e gasolio sarebbero già cresciuti di circa il 12%. Per una famiglia che utilizza un’auto di piccola cilindrata e consuma mediamente un pieno da 35 litri a settimana, ciò significa un aumento di circa 7 euro a rifornimento, pari a circa 28 euro al mese e oltre 330 euro in più su base annua.

Il rincaro dei carburanti, sottolinea Confesercenti, si rifletterà inevitabilmente anche sui prezzi dei prodotti alimentari. Nelle prossime settimane, infatti, gli aumenti potrebbero interessare gran parte dei prodotti sugli scaffali dei supermercati e dei negozi: una spesa media di 80 euro potrebbe crescere di 2-3 euro, con un aggravio annuo stimato attorno ai 100 euro.

A questi aumenti si aggiungerà anche il rialzo delle bollette energetiche. Una famiglia di due o tre persone che vive in un appartamento di circa 80-100 metri quadrati potrebbe pagare circa 70 euro in più per il gas e altri 80 euro per l’energia elettrica.

Complessivamente, tra carburanti, alimentari ed energia, il rincaro annuo per le famiglie campane potrebbe quindi avvicinarsi ai 580-600 euro, senza considerare l’aumento dei costi dei trasporti. Viaggiare, infatti, potrebbe diventare più caro tra il 15% e il 30%, con ripercussioni soprattutto per chi si sposta per lavoro.

Gli aumenti rischiano di colpire anche le piccole e medie imprese, in particolare quelle del settore dei trasporti. Inoltre, secondo Confesercenti, la crisi internazionale potrebbe mettere in difficoltà anche l’export del Made in Campania. Negli ultimi anni, infatti, lo scalo di Dubai era diventato un hub strategico per le esportazioni, soprattutto dopo la chiusura del mercato russo e l’inasprimento dei dazi statunitensi. Le attuali tensioni nell’area potrebbero quindi ridurre il volume degli scambi e incidere sul fatturato delle imprese, con possibili effetti anche sull’occupazione.

Per questo l’associazione chiede un intervento rapido del Governo. “Le famiglie italiane non possono permettersi questi aumenti”, conclude Schiavo. “Il rischio è una forte contrazione dei consumi: se i prezzi continuano a salire, i cittadini saranno costretti a rinviare o ridurre gli acquisti, con ripercussioni su settori come auto, elettrodomestici e abbigliamento e, di conseguenza, sull’occupazione”.

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