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Welo: a Sanremo il jingle sul dolore di chi è costretto a lasciare il Sud

  • redazioneilgazzett
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 2 min


Tra i temi che attraversano le canzoni del Festival di Sanremo ci sarà anche il racconto di chi è costretto ad abbandonare il Sud per inseguire lavoro e sogni altrove. A portarlo sarà il rapper salentino Welo con Emigrato, brano scelto come jingle del prossimo Festival.

Manuel Mariano, in arte Welo, classe 1999, originario di Lecce, è stato tra i finalisti di Sanremo Giovani senza riuscire ad accedere all’Ariston. Poco dopo, però, è arrivata la proposta di firmare la sigla della kermesse, dopo quella dello scorso anno affidata a Tutta l’Italia di Gabry Ponte. “È successo tutto in maniera del tutto inattesa – racconta all’ANSA –. Da una sconfitta che poteva fare male è arrivata un’opportunità davvero inaspettata. Sono felice e pronto a giocarmi questa carta”.

In Emigrato Welo affronta il tema, spesso sottovalutato, del dolore di chi nasce in un luogo e deve lasciarlo per costruirsi un futuro altrove o di chi resta, stretto tra uno Stato percepito come assente e il lavoro irregolare. “È la storia di tantissime persone, non solo la mia – spiega –. Ho cercato di raccontare con semplicità le storie quotidiane della mia gente, che spesso vengono ignorate o date per scontate”.

Il videoclip del brano, realizzato con ragazzi delle case popolari, alterna un’estetica circense e colori vivaci a un testo dal forte impatto sociale. “C’è una gioia che cozza con le parole – sottolinea –. È un po’ il nostro modo di essere: cerchiamo sempre di trovare il lato positivo, anche con ironia. Nel video siamo come animali da circo osservati dagli altri”.

Nel testo non manca una denuncia esplicita, come nel verso “Emigrato perché qui lo Stato è sempre assente”. “La musica deve anche protestare – afferma –. Il rap nasce per questo, per raccontare ciò che non funziona, dalle piccole alle grandi cose”.

Sulle polemiche legate all’Eurovision, Welo osserva che “essere contro le guerre e i massacri dovrebbe essere una posizione comune”, aggiungendo che portare un messaggio anche attraverso la musica non è necessariamente sbagliato.

Con il nome della madre Giulia tatuato sul volto, scomparsa quando era bambino, Welo sottolinea l’importanza del sostegno della famiglia e degli amici. Guardando al futuro, dopo la collaborazione con Guè, non nasconde i sogni: “Fabri Fibra o Caparezza sono artisti che mi hanno ispirato. Sarebbe bellissimo un giorno poter lavorare con loro”. Intanto il percorso avviato con Emigrato proseguirà: “Sto lavorando a un concept album che sviluppi questi temi. È solo l’inizio”.

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