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Vaccarella: “Ascolto e sostegno per le donne che scelgono il parto anonimo”

  • 27 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

La vicepresidente del Consiglio regionale: “Le istituzioni offrano tutela, non condanne”





«Una donna che decide di partorire in anonimato non lo fa mai con superficialità. Dietro quella scelta ci sono spesso situazioni di disagio profondo: violenze, difficoltà economiche, isolamento, timori, traumi o pressioni familiari e culturali. Per questo le istituzioni devono rispondere con accoglienza e protezione, non con giudizi».

È quanto dichiarato a Bari dalla vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Elisabetta Vaccarella, durante l’incontro “Partorire in anonimato, una scelta possibile”, svoltosi presso l’Ospedale Di Venere. L’iniziativa mira a promuovere percorsi di accompagnamento capaci di garantire i diritti della madre e del neonato.

Nel suo intervento, Vaccarella ha richiamato la vicenda del neonato trovato morto il 2 gennaio 2025 nella “Culla della vita” installata all’esterno di una parrocchia barese. «Un fatto drammatico – ha osservato – che ci ha obbligati a interrogarci: quante donne, di fronte a una gravidanza complicata o non voluta, non conoscono le possibilità offerte dalla legge? Quante ignorano l’esistenza di un’opzione sicura e regolamentata che tutela entrambe le parti?».

La vicepresidente ha ricordato di aver rivolto, già allora, un appello pubblico per ribadire che l’ordinamento italiano consente di partorire in ospedale mantenendo l’anonimato, semplicemente scegliendo di non riconoscere il bambino. «Si tratta di uno strumento pensato proprio per proteggere le condizioni di maggiore fragilità», ha sottolineato.

«Nessuna donna deve sentirsi sola o senza alternative davanti a una gravidanza difficile. E ogni bambino, indipendentemente dal contesto in cui nasce, merita una possibilità», ha concluso.

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