Studente morto a Napoli, la famiglia scrive a Meloni: “Mai arrivate scuse dallo Stato”
- 19 feb
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“Il rispetto della sentenza, il risarcimento previsto e, soprattutto, delle scuse ufficiali da parte delle istituzioni coinvolte. Non per vendetta, ma per dignità”. È l’appello rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dalla famiglia di Salvatore Giordano, lo studente morto nel 2014 dopo essere stato colpito da un pesante frammento ornamentale staccatosi dalla Galleria Umberto I di Napoli.
La richiesta è contenuta in una lettera inviata attraverso il legale della famiglia, l’avvocato Sergio Pisani, dopo che nei giorni scorsi la Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne per le responsabilità accertate nella vicenda. Il giovane era stato gravemente ferito mentre passeggiava con alcuni amici in via Toledo ed è poi deceduto in ospedale.
“Nove anni di processo, rinvii, udienze, perizie e sofferenze indicibili – scrivono i familiari – si sono conclusi con una sentenza definitiva”. Tuttavia, sottolineano, “non è mai giunta una richiesta di scuse istituzionale. Nessun gesto umano, nessuna parola di pietà verso due genitori che hanno perso un figlio in circostanze per le quali la giustizia ha riconosciuto responsabilità precise”.
Nel loro appello, i familiari ricordano che “Salvatore non è un numero di fascicolo”, ma un ragazzo che stava vivendo una giornata qualunque. La tragedia, evidenziano, dimostra come la sicurezza dei luoghi pubblici rappresenti una responsabilità morale dello Stato e non un semplice adempimento burocratico. Da qui l’invito alla premier a intervenire affinché alla giustizia formale si accompagni anche un segnale concreto sul piano umano e istituzionale.



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