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Scorte di gas in Europa sotto il 29%, calo quotidiano dello 0,08%

  • 18 mar
  • Tempo di lettura: 1 min



Le riserve di gas in Europa scendono al 28,9%, pari a 330,55 TWh, con una diminuzione giornaliera dello 0,08%.

Secondo Gas Infrastructure Europe, il livello attuale corrisponde a una situazione di “semaforo arancione”. Anche la Germania si muove su questa linea, con scorte al 21,93% (55,07 TWh) e un calo giornaliero dello 0,06%.

Diversa la situazione dell’Italia, che si distingue per il livello più alto di stoccaggi: il 44,77% (91,04 TWh). Il Paese ha già iniziato a immettere gas nei depositi, con un incremento giornaliero dello 0,01%, in anticipo rispetto all’avvio ufficiale della stagione di riempimento previsto per il 1° aprile.

Tra gli altri Paesi, il Portogallo registra scorte al 79,37% (2,82 TWh) con un aumento giornaliero dello 0,78%, mentre la Spagna si attesta al 55,67% (19,94 TWh), pur segnando un lieve calo dello 0,05% su base giornaliera.

Secondo gli esperti, la criticità principale non riguarda la disponibilità di gas, bensì il costo. Sul mercato Ttf di Amsterdam, il prezzo segna un rialzo del 9,19%, arrivando a 56,3 euro al MWh.

Per quanto riguarda le forniture, gli Stati Uniti restano il principale fornitore di Gnl via nave, coprendo circa il 60% delle importazioni europee. La Norvegia rappresenta invece una quota significativa del gas complessivamente importato, mentre il Qatar contribuisce per circa il 15% degli arrivi di gas liquefatto nel continente.

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