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Il presunto “cecchino di Sarajevo” ai pm: «Non è vero nulla»

  • 9 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

Ha negato ogni addebito l’80enne ex camionista indagato come uno dei presunti “cecchini del weekend” attivi a Sarajevo negli anni ’90, interrogato oggi per poco più di un’ora dai pubblici ministeri di Milano.

L’uomo avrebbe respinto tutte le accuse, rispondendo negativamente anche alla domanda se fosse mai stato nella capitale bosniaca. “Totale estraneità ai fatti contestati”, ha riferito ai cronisti il suo legale, l’avvocato Giovanni Menegon, precisando che l’indagato, residente in provincia di Pordenone, non ha rilasciato dichiarazioni all’uscita dal Palazzo di Giustizia.

Nei giorni scorsi, in interviste a quotidiani locali, l’80enne aveva annunciato l’intenzione di chiarire la propria posizione, sostenendo di essersi recato in Bosnia esclusivamente per motivi di lavoro e che alcuni racconti sarebbero stati, a suo dire, enfatizzati dai testimoni. Nel corso dell’interrogatorio odierno, però, avrebbe negato qualsiasi presenza a Sarajevo.

“Il mio assistito ha risposto alle domande dei pm, ribadendo la sua assoluta estraneità ai fatti e confidando che la magistratura, al di là del clamore mediatico, accerti la sua innocenza”, ha dichiarato l’avvocato Menegon, aggiungendo di aver ricevuto mandato per valutare eventuali azioni a tutela della reputazione del suo assistito, anche nei confronti dei media.

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