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Epatite A tra Campania e Lazio: indagini su possibili cozze contaminate

  • 27 mar
  • Tempo di lettura: 2 min


La Procura di Napoli, insieme ai Carabinieri del Nas, ha avviato un’indagine sull’aumento dei casi di epatite A registrati tra Campania e basso Lazio. Al centro degli accertamenti c’è l’ipotesi della commercializzazione di cozze contaminate, forse importate dall’estero e mescolate con prodotti locali.

Secondo i primi dati, solo nel mese di marzo si sono registrati circa 160 casi, di cui oltre 100 in Campania. L’infezione avrebbe già causato numerosi ricoveri, mentre le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire la filiera dei prodotti ittici sospetti.

Gli investigatori stanno verificando se frutti di mare contaminati siano stati venduti in diverse aree, tra cui la zona di Terracina, dove alcune partite provenienti dal Napoletano sarebbero state consumate. Non si esclude inoltre un possibile contributo dell’inquinamento marino, in particolare legato a scarichi fognari lungo alcuni tratti della costa.

Nel frattempo, i Nas hanno già sequestrato quantitativi di prodotti sospetti e avviato analisi di laboratorio per accertarne la sicurezza. L’inchiesta, al momento contro ignoti, ipotizza il reato di commercio di alimenti pericolosi per la salute.

Sul fronte sanitario, la situazione nel Lazio viene definita sotto controllo dalle autorità regionali, che stanno monitorando e tracciando i lotti alimentari. Un caso isolato è stato segnalato anche in Toscana, in una scuola di Grosseto, dove sono state attivate le misure di prevenzione, tra cui la raccomandazione della vaccinazione per studenti e personale.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità confermano un aumento dei casi di epatite A già nel 2025 e un’ulteriore crescita nei primi mesi del 2026, spesso associata al consumo di frutti di mare crudi o poco cotti. Le regioni più interessate risultano Lazio, Campania e Puglia.

Gli esperti ricordano che per ridurre il rischio di contagio è fondamentale rispettare alcune semplici norme igieniche: lavare accuratamente le mani, pulire bene frutta e verdura e consumare solo alimenti ben cotti. Importante anche il rispetto delle norme sanitarie nella produzione e distribuzione degli alimenti, oltre alla corretta gestione degli scarichi.

È inoltre disponibile un vaccino contro l’epatite A, raccomandato in particolare per le persone a rischio e per chi è stato a contatto con soggetti infetti, utile anche per prevenire ulteriori casi.

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