Energia +45%: imprenditore calabrese riduce la produzione e lancia l’allarme
- 27 mar
- Tempo di lettura: 2 min

A San Costantino Calabro, nel Vibonese, l’aumento dei costi energetici sta mettendo in seria difficoltà le imprese locali. A denunciarlo è Rocco Colacchio, titolare di un pastificio, costretto a rallentare drasticamente l’attività produttiva.
“Già la scorsa settimana abbiamo ridotto i ritmi e nei prossimi giorni saremo costretti a lavorare al 50% della capacità”, spiega l’imprenditore, sottolineando come l’incremento del costo dell’energia — pari a circa il 45% — stia incidendo pesantemente sull’intero ciclo produttivo.
L’azienda, che produce circa 20mila confezioni al giorno e realizza metà del fatturato all’estero (con esportazioni verso Paesi come Stati Uniti, Canada, Germania e Australia), non ha subito contraccolpi diretti sul fronte commerciale. Tuttavia, il conflitto in Medio Oriente ha avuto ripercussioni sull’approvvigionamento energetico, facendo lievitare i costi.
Trattandosi di un’attività ad alto consumo energetico, il pastificio utilizza sia energia elettrica sia metano per alimentare forni ed essiccatori. A questo si aggiungono ulteriori rincari: i fornitori hanno già annunciato aumenti tra il 10% e il 15% per materie prime e imballaggi a partire da aprile.
Secondo Colacchio, trasferire questi aumenti sul prezzo finale non è sostenibile: “Un pacco di pasta dovrebbe aumentare del 15-20%, ma il mercato non è in grado di assorbire questi rincari”. A preoccupare maggiormente è però l’incertezza legata al contesto internazionale, che rende difficile pianificare acquisti e produzione, costringendo l’azienda a lavorare in modo discontinuo.
Sul fronte occupazionale, l’imprenditore assicura di voler evitare ripercussioni sui dipendenti, che verranno temporaneamente impiegati in attività alternative per scongiurare sospensioni dal lavoro. Una scelta dettata anche dalla consapevolezza delle difficoltà economiche che gravano sulle famiglie, già colpite da inflazione e caro carburanti.
Infine, Colacchio lancia un appello alle istituzioni: “Il problema è europeo. Serve un prezzo unico dell’energia, perché l’Italia paga più degli altri Paesi e perde competitività. Inoltre, sono necessari aiuti concreti, come ristori o interventi a livello Ue, altrimenti diventa difficile andare avanti”.



Commenti